Demetra e Persefone

ovvero la nascita delle stagioni

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Testo: Marco Bileddo

Realizzazione scenicai: Marco Bileddo e Tina Latorre

Tecnica utilizzata: Teatro d'attore, Pupazzi in gommapiuma e Ombre

Età consigliata: dai 7 in sù

Durata: 45 min.

 

Demetra e Persefone (o Kore – la fanciulla) famoso mito dell’antica Grecia, diffusissimo anche in Sud Italia, legato al grano e al lavoro nei campi.

Tutto inizia quando Ade, il dio degli Inferi si innamora di Persefone, la figlia di Demetra, la dea dell’agricoltura e del grano e Zeus, il padre degli dei. Ade convince Zeus ad aiutarlo. Zeus accetta e suggerisce ad Ade di rapire la ragazza.

Così Ade rapisce Persefone e la porta con sé negli inferi; qui con l’inganno le farà mangiare sei chicchi di melograno: e tutti sanno che chi mangia del cibo negli inferi, poi non può più ritornare sulla terra.

 

Demetra vaga alla ricerca della figlia. Nessuno sa nulla. Poi quando scopre quello che è successo, diventa triste, abbandona l’Olimpo e non assolve più al suo compito di dea dell’agricoltura; così sulla terra scoppia una enorme carestia, non cresce nulla e gli uomini muoiono di fame. Infine sarà Zeus a porre rimedio: decide che Persefone trascorrerà 6 mesi all’anno con Ade negli inferi e i restanti 6 mesi con sua madre.

TEMATICHE

Il mito tratta diverse tematiche. Quello principale e più importante è quello legato alla spiegazione, attraverso il racconto mitologico, della nascita delle stagioni. Demetra e Persefone rappresentano il ciclo della natura, l’alternarsi dell’inverno e dell’estate. Le due divinità inoltre rappresentano i due aspetti dell’esistenza dell’uomo: la vita e la morte. Persefone, infatti, figlia di una divinità legata alla nascita del grano, diventa la regina degli inferi, la moglie del dio dei morti.

Altro aspetto, non di minore importanza, è l’amore materno. È questo amore che porterà Demetra a vagare per tutta la Grecia e per tutta la Sicilia, in una disperata ricerca.

È un mito universale che, così come avviene per gli altri miti, attraverso il magico e favoloso, attraverso dei, dee ed eroi, i Greci riuscivano a spiegare la natura e tutti gli aspetti della vita dell’uomo.

CARATTERISTICHE

Lo spettacolo, pur restando fedele al mito, narrando tutti i passi salienti della vicenda, ha un taglio comico. I personaggi diventano quasi burleschi, così come alcuni dialoghi sono comici. L’utilizzo di un linguaggio comico ed ironico rende la visione dello spettacolo da parte dei bambini (ma anche degli adulti), più godibile, e lascia un ricordo del mito ancora più netto.

Lo spettacolo utilizza la tecnica dei pupazzi in gommapiuma, delle ombre e d’attore.

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